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Lazio

Anche l'Uisp festeggia la liberazione di Alberto Trentini

L'Uisp si unisce alla soddisfazione delle reti interassociative per la liberazione del cooperante veneto avvenuta lunedì 12 gennaio dopo 423 giorni.

 

Gioia e sollievo per la liberazione di Alberto Trentini, cooperante veneto, da 420 giorni di detenzione in Venezuela senza capo d’accusa: l’Uisp si unisce alla soddisfazione espressa dalle reti interassociative per la cooperazione internazionale ed esprime vicinanza alla felicità dei familiari.
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha chiamato la madre di Alberto Trentini per dirle che, dopo aver condiviso la sofferenza e l'attesa sua e di suo marito, condividiamo tutti la loro felicità. 

“La liberazione di Alberto Trentini e degli altri prigionieri in Venezuela è una notizia che ci riempie di sollievo e gioia – scrive in un comunicato AOIrete delle Ong italiane alla quale aderisce anche l’Uisp - Dopo settimane di angoscia, Alberto è finalmente libero e può tornare ai suoi affetti e alla sua vita. In questi giorni difficili il pensiero è stato costantemente per lui e per la sua famiglia, per chi non ha mai smesso di sperare e di lavorare perché questo momento arrivasse. Questa liberazione ci ricorda quanto sia fragile la libertà di chi opera nei contesti di crisi e quanto sia necessario continuare a difendere il lavoro umanitario e chi lo porta avanti. Bentornato Alberto”.

La notizia della liberazione di Trentini è stata data dalla sua famiglia, attraverso l'avvocata Alessandra Ballerini: "Tutti questi mesi di prigionia hanno lasciato in Alberto e in noi che lo amiamo ferite difficilmente guaribili, adesso avremo bisogno di tempo da trascorrere in intimità per riprenderci. Ringraziamo tutti per esserci stati vicini, ma vi chiediamo di rispettare il nostro silenzio e la nostra riservatezza. Ci sarà tempo per trovare le parole giuste per raccontare fatti e accertare responsabilità. Oggi vogliamo solo pace. Grazie!".

La detenzione dell'italiano era iniziata il 15 novembre 2024. L'operatore umanitario si trovava in Venezuela da meno di un mese, per conto della Ong Humanity & Inclusion, impegnata nell'assistenza alle persone con disabilità. Il 46enne, che era arrivato a Caracas il 17 ottobre, era stato fermato a un posto di blocco mentre viaggiava verso Guasdualito, per portare aiuti alle comunità locali. Ha trascorso 423 giorni in un carcere di massima sicurezza alle porte della capitale venezuelana.